turismo gay friendly roma In un momento in cui la pubblica opinione torna a chiacchierare sul mondo gay per via dell’intervista rilasciata da Guido Barilla a La Zanzara su Radio24, costata cara al colosso pastificio, anche noi entriamo in argomento parlandovi di turismo Gay Friendly!

Sbirciando tra le oltre settecento strutture ricettive presenti sul nostro portale dedicato al turismo della capitale, ne abbiamo trovata una che nella scheda descrittiva si dichiara appunto Gay free, abbiamo deciso di partire da lì per raccontare una fetta di mercato in costante crescita.

Domus Valeria è uno tra i tantissimi presenti nella città eterna, ma la sua peculiarità, se così possiamo definirla, è il fatto di essere un bed & breakfast Gay Friendly. Si tratta di un piccolo attico di Palazzo Saulini, edificio costruito nel XVIII secolo in Via del Babuino, arredato con uno stile che coniuga moderno e antico dando ampio spazio all’arte, come testimoniano i diversi quadri che occupano le pareti.

Siamo certi che questo b&b ha le stesse caratteristiche estetiche di moltissimi altri, è centrale, con un giusto rapporto qualità prezzo, pulito e confortevole, ma più degli altri, viene scelto da un turista gay o lesbian per la capacità che offre di essere accolti nel rispetto e nella tranquillità dovuti, viene scelto perchè garantisce a queste persone di vivere le proprie vacanze in piena libertà, senza il rischio di sentirsi in imbarazzo o discriminati.

Domus Valeria fa parte di una delle strutture che aderiscono all’IGLTA, l’International Gay & Lesbian Travel Association, nata con lo scopo di sviluppare e migliorare il turismo LGBT , che sta per Lesbiche, Gay, Trans e Bisex, nel mondo, vediamo come.

L’associazione, che ha sede negli Stati Uniti, a Fort Lauderdale in Florida, nasce nel 1983 dall’idea di un gruppo di agenti di viaggio gay e lesbiche, è attiva in circa 80 paesi ed è presente con attività e promozioni in tutti i sei continenti. Principalmente offre alla sua folta community strumenti per pianificare e personalizzare il viaggio in ogni suo aspetto, nei vari luoghi del mondo, consigliando strutture, itinerari, punti di interesse.

All’IGLTA aderiscono non solo strutture alberghiere, ma anche agenzie di viaggio, fornitori di servizi per il trasporto, ristoranti, tour operator, eventi, compagnie aeree, autonoleggi, ristoranti, gallerie d’arte insomma tutti gli attori che operano nel settore turismo e che si dichiarano LGBT.

A Roma il punto di riferimento è “RomeTown! The other side of Rome, il primo portale turistico dedicato all’universo gay, nato per gestire e offrire il meglio dei servizi esclusivamente Gay Friendly della città.

Vi forniamo qualche dato lanciato in occasione della terza edizione di Expo Turismo Gay il workshop sul tema, realizzato con il con il patrocinino di ENIT, l’Agenzia Nazionale del Turismo e AITGL, l’Associazione Italiana del Turismo Gay&Lesbian, all’interno di NoFrills,  appuntamento di settore tenutosi a Bergamo il 27 e 28 settembre, dal quale è emerso che il turismo gay genera un giro d’affari di oltre due miliardi e mezzo all’anno.

Lo studio condotto da Gfk Eurisko ha presentato dati interessanti andando a definire il profilo del viaggiatore LGBT, ormai sapete cosa vuol dire, e le abitudini di viaggio.

Nello specifico è emerso che il turista LGTB è culturalmente più preparato degli altri, nel 44% dei casi ha conseguito un diploma di studi superiori e nel 37% la laurea, dal punto di vista professionale ricopre incarichi dirigenziali, il 12% oppure svolge una libera professione, circa il 17 %, cifre alte se confrontate alla media nazionale.

E se uniamo cultura a professionalità è facile intuire che il turista LGTB ha un reddito abbastanza elevato, il 42 % ha un potere d’acquisto che varia tra i 1.500 e i 3.000 euro da destinare ai viaggi, il 30% non bada a spese e il 37% si rivolge a professionisti per l’organizzazione delle vacanze, una bella notizia per chi opera nel settore turistico e vuole entrare nel circuito LGTB!

Viaggiano di più, 56% contro 45%, e con più frequenza, 57% contro il 33%, inoltre il 75% dei LGTB ha fatto almeno un viaggio nell’ultimo anno durato, per più del 50% di questi, per più di 10 giorni!

Vediamo cosa amano e quali sono le mete più frequentate: per i viaggi lunghi, il Nord America vince su tutte le altre destinazioni, l’Europa resta la meta preferita per il 36%, l’Italia viene scelta per lo più da turisti gay italiani. Tra le ragioni che portano a prediligere un paese ad un altro ci sono nell’ordine clima, cucina e benessere, poi a seguire natura, arte e cultura.

La classifica delle mete turistiche gay friendly vede in testa e non è una sorpresa Mykonos, scelta dal 32%, a seguire Barcellona e Ibiza, poi troviamo ancora la Spagna con Sitges, famosa per il modernismo e le spiagge bianche, poi la Grecia cha vanta l’8%, per arrivare finalmente a Roma, che ottiene il 3% del turismo gay friendly a pari merito con Miami.

Per quanto riguarda le strutture, la tipologia più richiesta è l’hotel con il 42% delle preferenze, la ricerca viene effettuata per lo più su internet e attraverso il circuito di amicizie. Infine lo studio Eurisko ha portato alla luce un dato importante, fondamentale per questa tipologia di turista: per il 39% dei casi si richiede che la struttura ricettiva prescelta e la vacanza desiderata possano essere definite entrambe “gay friendly”, questo per sentirsi accettati e pienamente rilassati.

Da una piccola ricerca su Roma, emerge che sono poco più di dieci gli hotel e b&b gay friendly, un numero troppo basso e inaccettabile per una città che aspira ad essere una metropoli a livello internazionale. Forse bisognerebbe lavorare di più su un concetto di business che punti ad offrire servizi rivolti a tutte le tipologie di turisti, dai più tradizionali ai più stravaganti.

Se poi consideriamo che da sempre le abitudini, il gusto, le scelte fatte da esponenti del mondo LGTB hanno fatto e fanno tendenza, sarà il caso, forse, di abbandonare vecchi stereotipi legati a questo mondo e aprire le porte ad un turista attento, esigente che ricerca qualità dei servizi e rispetto dell’individuo, come del resto facciamo tutti noi!